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Con Travel For Fans alla scoperta della vera America del Blues.

Viaggiare: se vuoi farlo, fallo bene. Con Travel For Fans.


Travel For Fans logoEsistono viaggi e viaggi. Questa è una verità assoluta che trova sempre più concretezza nel panorama del turismo mondiale. Il classico viaggio organizzato “da pacchetto”, pur rimanendo sempre gettonato, sta subendo l’inevitabile flessione data dalla tanta offerta spesso, se non addirittura troppo, in concorrenza costante tra i vari Tour Operator. E, poi, il turista moderno vuole – sempre di più – investire su quello che non è un semplice viaggio ma, bensì, il coronamento di un sogno. Perché il viaggio inizia tra le 4 mura domestiche, dove l’avventura si concretizza e prende forma, ed è allora lì che nasce quel fuoco sacro che ci permette di vedere costruirsi, nella nostra mente, l’itinerario perfetto. Bruce Chatwin, un famoso travelwriter, un giorno ha scritto “il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma”.
Per poter concretizzare tutto questo è, però, necessario che ci sia una profonda conoscenza, da parte di chi organizza e prepara i pacchetti per un mercato che viene comunemente chiamato “di nicchia” (ma che se andiamo a guardare i numeri comprende alcuni milioni di potenziali clienti), di tutte quelle sfumature fondamentali per realizzare questi nostri sogni. Ed è proprio a questi utenti che si rivolgono un gruppo di appassionati italiani (l’associazione culturale Rootsway e Il Blues Magazine, l’unica rivista di settore che da 30 anni si occupa di Blues e delle sue culture) e un Tour Operator (Altrimenti Tour Operator di Verona), anch’esso ispirato da viaggi fatti “per appassionati”. Ecco che, allora, è nato Travel For Fans: il coronamento di un sogno, il viaggio della vita. Una serie di progetti a tema, totalmente dedicati alle passioni che accomunano migliaia di persone: la musica, la cultura, lo sport, l’arte e che, finalmente, sono stati progettati con una specifica cura e attenzione nei piccoli dettagli, per poter dire “ci sono stato” e aver vissuto un’esperienza unica nel suo genere.
I primi progetti proposti sono quelli legati alla musica e al territorio del Sud degli Stati Uniti, dove tutto ha avuto inizio: il Mississippi e dintorni.
Provate a liberare la mente e fatevi trascinare da un viaggio Travel For Fans, perché, come diceva John Steinbeck – profondo conoscitore di quelle terre – “Il viaggio è come il matrimonio. Il metodo sicuro perché vada male è pensare di poterlo controllare”.


Con Travel For Fans nel Mississippi, dove tutto ebbe inizio

Una lingua di terra, piatta, agricola, dove la polvere si mescola al fango dei fiumi limacciosi. Dove la vita si dipana in minuscoli borghi e non esistono le metropoli. Dove se dici che questa è l’America non ti credono. Una terra dove il canto era l’unico modo di comunicare di una popolazione portata lì con la forza. E con la forza, ma anche con tanta crudeltà, è stata costretta a lavorare e vivere di miseria e umiliazioni. Una terra che ha sofferto e che ha fatto soffrire, ma che ha, anche, contribuito a creare la musica moderna: il Blues e i suoi più celebri derivati.
Questa terra ha preso il nome del suo fiume più importante ed è entrata anche nelle nostre case, nel nostro immaginario e nei nostri sogni attraverso i racconti di William Faulkner, Erskine Caldwell, John Steinbeck; gli scatti di Dorothea Lange, Walker Evans, William Ferris, Dick Waterman, le immagini di Bertrard Tavernier, Alan Parker, dei fratelli Cohen fino all’ultimo capolavoro di Quentin Tarantino.
Questa terra, dove un incrocio può diventare leggenda, dove il sacro si fonde nel profano, dove il suono del treno è ritmo e musica, ha un fascino che – quando la vedi – non puoi che restarne innamorato. Questa terra si chiama Mississippi Delta (da non confondersi con il Delta geografico, in quanto è una zona di 7.000 miglia quadrate a forma di foglia allungata che a Nord sfiora Memphis ed a Sud Vicksburg) ed è laggiù nel “Deep South” degli Stati Uniti, ricca di magnolie e cotone che sembra neve d’estate. Dalle sue piantagioni e dai terribili penitenziari, dalle disgrazie e dalle gioie è nata quella musica che, anche grazie al lavoro di Alan Lomax e dei suoi seguaci, è arrivata anche ai giorni nostri. Da quelle terre ha preso il “City of New Orleans”, nei casi più fortunati, o uno dei tanti Freight Trains per arrivare a Chicago ed elettrificarsi, oppure si è fermata a Memphis e nei suoi Sun Studio per diventare Rock ‘n’ Roll o addirittura, mescolandosi con i suoni provenienti dagli Appalachi, si è trasformata nella Country Music. Questa è la magia del Blues e del Mississippi, una terra e una cultura che va vissuta a 360°; perché è solo così che si possono apprezzare meglio le tante sfaccettature. Da Memphis (nonostante sia nel Tennessee), con la sua Beale Street, a Jackson, capitale dello Stato, passando per Clarksdale con il famoso Crossroads tra la 61 e la 49, la Cat Head di Roger Stolle, il Delta Blues Museum e i suoi Juke Joints; le tre città più importanti. Ma anche le piccole frazioni che hanno dato i natali o dove riposano i grandi artisti del Blues come Bentonia (Skip James, e Jimmy Duck Holmes), Holly Springs (R.L. Burnside, Junior Kimbrough, Robert Belfour), Como (Mississippi Fred McDowell), Greenwood (Furry Lewis, Hubert Sumlin), Oxford, sede di una Università chiusa agli studenti neri fino alla storica iscrizione di James Meredith, avvenuta nel 1962.
Ma non è facile trovare un viaggio che ci permetta di visitare con attenzione e, soprattutto, con la guida esperta di profondi conoscitori della zona questa terra. O, almeno, non lo era fino ad oggi con l’arrivo Travel For Fans: la concretizzazione di un sogno, il viaggio della vita. Una serie di progetti a tema totalmente dedicati alla passione che accomuna migliaia di persone, la musica, e che finalmente sono stati pensati e realizzati con una specifica cura e attenzione nei piccoli dettagli, per poter dire “ci sono stato” e aver vissuto un’esperienza unica nel suo genere.









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