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Un teatro per tutta la città di Spoleto

Ogni epoca ha lasciato nella città segni teatrali: la Spoleto romana, la Spoleto medievale, la Spoleto rinascimentale, barocca, neoclassica, si sono arricchite di spazi scenici: l’Anfiteatro – fuori delle mura urbiche – il secondo anfiteatro, sul quale sorgerà il Complesso Agostiniano di S. Nicolò, il Teatro Romano, e poi il Caio Melisso, e ancora il teatrino di legno, che nel ‘700 si allestiva a Piazza Campello, e infine l’ottocentesco Teatro Nuovo.
L’intera città è cresciuta come uno spazio scenico, in cui è esaltato quell’elemento sorpresa, che costituisce l’anima del Teatro: con i fondali di magnifici palazzi gentilizi che si aprono improvvisi dopo lunghe e strette vie in salita tra quinte di case medievali, con quelle piazze spiazzanti per le loro prospettive inedite e la loro asimmetria.
Una città-teatro, in cui, ancora una volta, gli ospiti si sentiranno non semplici spettatori, ma attori di un’emozione speciale, fatta di natura, architettura, cultura.

Cenni storici

Spoleto sorge ad un’altitudine di 396 metri, lungo la Via Flaminia. La posizione dominante e strategica ha determinato il suo status di Caput Umbriae, durato ininterrottamente dal IV secolo avanti Cristo, quando la città fu fortificata con le "mura ciclopiche", fino all’Unità d’Italia, quando il capoluogo della regione divenne Perugia.
Lo sviluppo economico e la trasformazione urbanistica e architettonica non si arrestarono dopo la fine dell’impero romano, grazie alla qualifica di Ducato, alla vitalità mantenuta dalla Via Flaminia e all’interesse, più o meno benefico, di vari imperatori, come Teodorico che bonificò le valli circostanti (all’inizio del VI secolo), Narsete che ripristinò la cinta muraria nel 553 dopo il saccheggio da parte di Totila; Barbarossa, infine, la rase al suolo nel 1155, in età Comunale, determinandone il radicale rinnovamento edilizio.
Nel XIII secolo, l’insediamento in città di vari Ordini religiosi "mendicanti" determinò una nuova espansione urbanistica: Domenicani, Minori francescani, Agostiniani e Terziari Continenti edificarono vari complessi monumentali, mentre il Comune erigeva una nuova cinta muraria, corrispondente all’espansione della città. Nel Rinascimento e nell’età Barocca furono piuttosto i palazzi patrizi, comprensivi di piazze chiuse e scuderie, ad arricchire l’architettura cittadina.
Lo spostamento dopo il 1860 del capoluogo umbro a Perugia determinò la decadenza economica della città, rifiorita, a partire dagli anni ’50, grazie allo sviluppo del turismo e delle istituzioni culturali, tra cui proprio il Festival dei Due Mondi, fondato nel 1958 dal musicista Gian Carlo Menotti.

Informazioni turistiche

Disponibili sul sito della Regione Umbria  che offre, tra l’altro, elenchi delle agenzie di viaggi locali e guide utili in formato pdf per arte e cultura, natura, artigianato ed enogastronomia.
Potete anche downloadare dallo stesso sito una piantina della città di Spoleto.









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